Negli ultimi tempi ho letto varie opere di questa famosa autrice italiana e me ne sono fatta un'idea abbastanza chiara.
Liala parla d'more e di ricchezza. Tutti i suoi personaggi vivono nell'agiatezza, e chi non lo è troverà qualcuno che lo aiuterà.
Le descrizioni degli ambienti e dell'abbigliamento è curatissima, al punto di incorrere spesso in fastidiose ripetizioni.
Per quanto riguarda le case, queste sono sempre perfettamente coordinate: se il copriletto è azzurro lo sarà anche l oscendiletto, l'imbottitura della poltrona, la decorazione sull'armadio e il vaso sul comodino.
I vestiti sembrano usciti da un catalogo di moda e descritti dal cappello con visiera di camoscio alla scarpine senza tacco con laccetti di camoscio.
Le donne rispecchiano lo spirito degli anni '40: sono pure fino al matrimonio, evitano situazioni compromettenti e obbediscono ai genitori. Il loro scopo è il matrimonio, possibilmente con qualcuno di facoltoso. nonostante si cerchi di farli passare per amore, è fin troppo chiaro che il sentimento predominante sia il tornaconto economico.
Gli uomini, sempre con molti anni in più, hanno amanti riconosciute, scheletri nell'armadio, storie sospese, mogli illegittime in paesi lontani, ma cercano la fidanzata giovane, bella e illibata, a cui fare scene di gelosia se saluta un amico.
In definitiva, un interessante spaccato dell'Italia del Dopoguerra, utile per apprezzare di più l'emancipazione femminile raggiunta fino ad oggi.
Il mio passo preferito: "Meglio un marito stupido oggi che un fidanzato intelligente domani"
Leggetelo se: siete inguaribili romantiche che amano le storie sempre a lieto fine
Non leggetelo se: siete femministe attive e convinte.
Opera prima di Tamara Deroma, graziosa e simpaticissima torinese, questo libro racconta la storia di Eileen, una vivace ragazza che scopre la sua passata (o per meglio dire, vera) vita da demone e si trova costretta a riunirsi al suo clan, composto dai sette peccati capitali, per sfuggire ad antichi nemici.
Il libro è scritto con uno stile semplice e veloce; gli eventi incalzano, come in un manga, dando appena il tempo di tirare il fiato, nei momenti in cui anche i protagonisti sono costretti all'immobilità.
Il clima è pesante, l'atmosfera cupa, se ne facessero un film sarebbe di quelli che odio, dove è sempre buio, ma grazie alla fantasia posso leggerlo immaginando tutta la luce che voglio.
E' chiaramente un'opera prima che non mostra ancora appieno le potenzialità dell'autrice.
Le capacità ci sono, la trama è ben congegnata e senza buchi narrativi.
Viene messa talmente tanta carne al fuoco da rendere totalmente credibile la dichiarazione dell'autrice di avere già pronti altri due libri, ed in lavorazione un terzo.
Forse mancano delle introspezioni più chiare dei personaggi, ma per inserirle si sarebbero dovute superare le 500 pagine, e per un'opera prima sarebbe stato effettivamente troppo.
In definitiva un horror bell oe godibilissimo.
Il mio passo preferito: Finora Rayiin aveva parlato di quell'argomento così personale con lo stesso peso che avrebbe dato alla semplice lettura di un brano trovato su un libro di storia, quasi come se la questione non lo toccasse affatto, ma poi quando parlò si sè e della sua cacciata, unvelo di malinconia calò sul suo viso, spegnendo la luce di sfida nei suoi occhi.
Leggetelo se: vi piacciono gli horror e cercate qualcosa di nuovo
Non leggetelo se: solo a leggere di sangue svenite.
Indubbiamente uno dei grandi classici della letteratura italiana.
Si narrano le vicende di una nobile famiglia siciliana, che ha nello stemma un Gattopardo, nel periodo dell'Unità d'Italia, quando le cose per tutti cambiano.
La Sicilia che troviamo raccontata è calda, opulenta e tranquilla, tanto da aver quasi l'impressione di sentire dalle pagine il frinire delle cicale ; la nobiltà è colta, vivace ma mai eccessiva.
Il ritmo è incalzante, anche se in alcuni punti si rallenta, creando un effetto soporifero che ricorda le sonnacchiose giornate estive all'ombra degli ulivi.
Il mio passo preferito: [...] il prete entrò proprio nell'istante in cui egli non più velato dall'acqua saponacea, non ancora rivestito dall'effimero sudario, si ergeva interamente nudo, come l'Ercole Farnese, e per di più fumante, mentre giù dal collo, dalle braccia, dallo stomaco, dalle coscie, l'acqua gli scorreva a rivoli, come il Rodano, il Reno, il Danubio traversano e bagnano i gioghi alpini.
Leggetelo se: non ve l'hanno fatto odiare a scuola
Non leggetelo se: la letteratura classica non vi attira
Sarà perchè è un'edizione del 1942, oppure perchè parla di un periodo storico che non conosco, o anche perchè i nomi russi sono difficili da memorizzare e si confondono facilmente, oppure perchè ci sono molti pezzi in francese senza traduzione, o più semplicemente per ignoranza mia, ma non ho capito assolutamente nulla.
Non so neanche fare un riassunto, perchè risulterebbe "Ci sono delle persone che stanno organizzando qualcosa, una sorta di rivoluzione, e intanto ci sono delle persone che sono innamorate, ma non mi è mai chiaro chi di chi, poi ci sono delle feste, e alla fine muoiono quasi tutti, ma non capisco perchè (e forse non sono proprio morti...)".
Non posso consigliarlo, perchè mi sentirei cattiva a farlo, ma non posso neanche sconsigliarlo, perchè un'altra persona potrebbe trovarlo facilissimo ed appassionarcisi anche.
Il mio passo preferito: "Perchè leggere il libro e rilegarlo sono due periodi d'evoluzione, e enormi. Da principio egli a poco a poco s'abitua a leggere, coi secoli, s'intende, ma gualcisce il libro e lo strapazza, considerandolo una cosa poco seria. Mentre la rilegatura indica già anche il rispetto verso il libro, indica ch'egli non solo ha preso amore alla lettura, ma l'ha anche riconosciuta per una cosa seria. A questo periodo tutta la Russia non è ancora arrivata. L'Europa fa rilegare da un pezzo.
Visto che sono pigra e leggo più di quello che scrivo faccio un altro giro di libri descritti velocemente.
A SOLO di JACK HIGGINS: un raffinato e spietato serial killer uccide per sbaglio la figlia di un militare in pensione. Inizia così una caccia spietata che non potrà che concludersi con la morte di uno dei due.
Il libro è un thriller scorrevole e piacevole, che si legge una volta e non di più.
COMPAGNIA DI DONNE di MARY GORDON: Felicitas è nata in una condizione strana, poichè senza padre, vive con la madre ed è circondata dalle sue amiche, che hanno come unica presenza maschile un carismatico pastore che considerano il loro unico punto di riferimento. Non stupisce che la ragazza cresca con un carattere nervoso, tendente all'egoismo e incapace di relazionarsi con gli altri.
E' un libro quasi claustrofobico, chiuso in questo universo troppo femminile e troppo religioso.
SETTEMBRE e NEVE D'APRILE di ROSAMUNDE PILCHER: questi due libri sono stati la mia prima esperienza con Rosamunde Pilcher, autrice romantica e con una grande predilizione per la Scozia.
Le storie sono semplici, decisamente scontate nei loro intrecci di famiglie e amori, ma lo stile è davvero impeccabile, si legge veloce e, nonostante non sia difficile immaginare come proseguirà la trama, risulta sempre una lettura tanto avvincente da non potersene staccare.
I RAGAZZI DELLA VIA PAAL di F. MOLNAR: non avevo ancora avuto occasione di leggere questo classico dell'infanzia e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. E' una storia che racconta di tempi in cui ancora si giocava per strada senza paura, dove grandi dimostrazioni di coraggio ed amicizia si consumavano nel microcosmo di quelli che oggi chiameremmo "giardinetti". Da regalare a tutti i maschietti!
INCOMPRESO di FLORENCE MONTGOMERY: dire che non l'ho capito sembrerebbe una battuta troppo facile, ma è così. Mi aspettavo la storia di un bambino trascurato, quasi abbandonato e in ricerca di affetto, e invece ho letto la storia di un bambino iperattivo che si meriterebbe una bella sculacciata per evitare che continui a combinare guai. Ma forse sono solo io ad avere un cuore di pietra!
Ho letto un pò di libri, uno dietro l'altro, che non mi sono piaciuti e non avevo voglia di recensirli, allora li metto tutti assieme e faccio un post veloce veloce!
NON RIATTACCARE di ALESSANDRA MONTRUCCHIO: la Montrucchio mi piace molto e leggo sempre la sua rubrica su Torino Sette (come può non piacermi una fan di Harry Potter) ma questo libro non mi ha detto nulla. Una ragazza viaggia di notte da Torino a Ginevra per impedire al suo ex, con cui sta al cellulare, di suicidarsi. La storia è quasi in tempo reale ma non mi piace perchè i dialoghi sono troppo finti e per il finale che dovrebbe essere a sorpresa, ma ho trovato solo fastidioso.
L'USSARO di ARTURO PEREZ REVERTE: Reverte prima di essere scrittore, è stato giornalista, inviato di guerra. In questo libro racconta gli orrori della guerra attraverso le esperienze di un giovane ussaro che prova sulla sua pelle che combattere non è bello e valoroso, ma solo "fango, merda e sangue".
La descrizione storica è accurata, ma non mi piace perchè manca di una vera e propria trama che faccia avvicinare al personaggio e alla vicenda.
IL CONTE KARLESTEN e IL PONTE SPEZZATO di PHILIP PULLMAN: nonostante mi piaccia tanto, questa volta mi ha un pò delusa. Il primo racconta di una giovane cameriera che tenta di salvare due bambine dal rischio di essere date in sacrificio ad un mostro leggendario ed usa uno stile particolare, in cui è tutto narrato in prima persona, ma da vari personaggi.
Nel secondo un' adolescente va alla ricerca delle sue origini, in un romanzetto che potrebbe stare tranquillamente nella collana "Le ragazzine"; se ne discosta solo perchè si parla, senza approfondimento, di omosessualità, tematica che ne "Le ragazzine" non ho mai trovato.
Sono tutti e due bellini, ma quando uno è in grado di scrivere capolavori ci si aspetta sempre di più.
BREVE MA UTILE GUIDA A TOKYO di GIANNI FANTONI: questo spassosissimo libricino ricorda molto lo stile delle guide xenofobe. Fantoni racconta Tokyo attraverso i ricordi di un viaggio da lui compiuto, deliziando con momenti esileranti e battute da show. Nonostante il titolo e gli intenti, non è assolutamente una guida e ci sono pochissime notizie davvero utili.
Mi è difficilissimo parlare di questo libro.
Non riesco a capire come abbia potuto ottenere il successo che ha avuto, ma soprattutto non mi capacitò di come persone che stimo e rispetto lo trovino molto bello.
Sa tutto di già visto, e non uso il termine "già letto" perchè l'ispirazione sembra essere data più dai telefilm che dai libri.
I capitoli sono piccole storie a se stanti, strutturati come episodi di una serie, tranne gli ultimi che sono collegati, sempre come succede nei telefilm.
Lo stile narrativo è piatto; viene cercato inutilmente il pathos senza però riuscire a sollevarsi da una banalità imbarazzante e da situazioni facilmente prevedibili (come quando Bella si perde in città e rischia di essere aggredita).
I personaggi sono stereotipati e non ce n'è nessuno che si discosti dalla mediocrità, con la possibilità di diventare memorabile.
La protagonista è tanto odiosa da farmene desiderare la morte, ma è chiaramente l'incarnazione del desiderio di tantissime adolescenti (e anche non più tali): è un ragazza semplice, che nel luogo dove viveva era totalmente ignorata, ma si trova a trasferirsi in un posto in cui tutti sono pazzi di lei, soprattutto il ragazzo più "figo" della scuola, che, ovviamente, nasconde un grande segreto, ancora più "figo".
Quando sono arrivata alla partita di baseball pensavo che avesse toccato la parte più bassa, ma chiaramente mi sbagliavo e la caduta è stata vertiginosa.
In definitiva un libro che non consiglierei a nessuno, a meno che non gli voglia davvero male.
Il mio passo preferito: E mi sfiorò di nuovo il collo con le labbra fredde.
Leggetelo se: siete divoratori di fan fiction
Non leggetelo se: non avete molto tempo per leggere e non ne volete perdere inutilmente.
Sottotitolo: L'improbabile scienza dei cartoni animati giapponesi
Goemon può davvero tagliare tutto con la sua katana?
Il Galaxy Express 999 può esistere?
Mazinga Z è comodo da pilotare?
La risposta a queste e tante altre domande è contenutà in questo spassoso libro sulla scienza applicata ai cartoni animati scritto da un professore giapponese di Scienze Natuarli.
Scopriamo così gli enormi errori presenti nei cartoni animati (non solo di fantascienza), grazie a spiegazioni accurate dal punto di vista scientifico e chiarissime anche per i profani in materia.
Assolutamente da leggere per tutti gli appassionati.
Il mio passo preferito: Altezza complessiva centotrentasette metri. Movimento oscillatorio a settantanove chilometri orari. Velocità d'atterraggio: centottanta chilometri all'ora. Perchè la povera Heidi, una bambina di soli otto anni, dev'essere sottoposta a tutto questo stress fisico?
Leggetelo se: volete ridere dei vecchi cartoni animati
Non leggetelo se: non avete mai visto cartoni animati.
In questo scorrevole e disimpegnato romanzo storico ambientato alla corte di Enrico VIII, l'io narrante di Maria Bolena, sorella della ben più famosa Anna, ci racconta l'ascesa e la caduta della famiglia Bolena, attraverso cospirazioni di corte, scandali e amori più o meno leciti.
La resa storica è accurata e la narrazione avvincente nonostante il finale scontato per chi conosce un minimo di storia.
E poichè, proprio di Storia si tratta, è interessante notare come i fatti realmente accaduti possano essere più affascinanti e romantici di qualsiasi storia inventata.
La descrizione troppo accurata di alcune situazioni scabrose non disturba, ma è solo funzionale alla storia, senza avere intenti di morbosità.
Una bella lettura per donne romantiche.
Il mio passo preferito: Non avevo scelta. Dall'inizio alla fine non avevo scelta. Ero una Bolena. Ero una Howard. Se non rimanevo attaccata alla mia famiglia, allora ero una nullità, senza mezzi di sostentamento per i miei figli, senza futuro, senza protezione.
Leggetelo se: volete approfondire quel periodo storico,senza trovarvi con un libro troppo pesante.
Non leggetelo se: non siete fatti per i romanzi rosa.
Zana e Nadia sono due sorelle di 14 e 16 anni; il padre è yemenita, la madre è inglese e sono nate e cresciute a Birmingham, vivendo come altre migliaia di adolescenti nel mondo.
Un estate il padre gli propone un viaggio nel suo paese, per conoscere le loro origini, così partono con degli amici di famiglia, sognando la spiaggie bianche, il mare azzurro, le palme e le cavalcate che gli ha promesso il padre.
Dopo due giorni di viaggio nel deserto arrivano in un paesino sperduto nel nulla, in cui gli presentano due ragazzini coetanei "Sono i vostri mariti" gli dicono "Abbiamo dato mille sterline a vostro padre per ognuna di voi, e adesso consumate il matrimonio.".
E' l'inizio dell'incubo. In un paese senza elettricità e senza acqua corrente, sposate con dei ragazzi che non le vogliono e non le rispettano, picchiate ad ogni minima interperanza, costrette a lavori da medioevo e senza nessuna possibilità di contatti con l'esterno.
Dopo sette anni la madre riesce a ritrovarle, ma la strada per tornare a casa è bloccata dalla burocrazia yemenita, che non può considerare non valido il loro matrimonio.
Solo Zana è tornata a casa, perchè ha accettato di lasciare lì suo figlio.
Nadia oggi è ancora lì, dal 1980, perchè avendo avuto una figlia femmina non ha voluto abbandonarla al suo stesso destino.
Non è una romanzo di fantasia, ma una storia vera raccontata dalla stessa Zana, che da anni cerca di smuovere l'opinione pubblica per far tornare sua sorella con i figli e ridarle una vita normale.
Il mio passo preferito: A colei che ha appena letto questa storia e sta per chiudere il libro, dico: non lo dimenticare, aiutami, lascia che risuoni in te il mio grido e quello di tante altre donne, tutte quelle che la legge dimentica e tradisce, dove il diritto è fatto dagli uomini e per gli uomini, che le considerano meno che bestie e rubano loro corpo, anima e figli.
Leggetelo se: non c'è se. E' da leggere per sapere cosa può accadere mentre proseguiamo le nostre vite tranquille
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